
La
dott.ssa Amina Jindani della St George’s University Medical School, Londra,
durante la sua presentazione al CROI 2013.
La terapia
standard per la tubercolosi (TBC) prevede somministrazioni quotidiane di
farmaci per un totale di sei mesi.
Durante i primi
due, la terapia è composta da quattro farmaci; nella fase di mantenimento, per
i successivi quattro mesi, si scende a due.
I risultati di un nuovo studio sembrano aprire
alla possibilità di semplificare il regime farmacologico durante la fase di
mantenimento.
Sono stati
infatti ottenuti buoni risultati con una nuova terapia combinata a base di
rifapentina e moxifloxacina, da assumere una sola volta alla settimana.
Questo potrebbe
rendere molto più facile per i pazienti seguire correttamente il trattamento, e
aiutare gli operatori sanitari con i problemi legati ad aderenza e mantenimento in cura.
La terapia combinata settimanale ha dato buoni risultati nei pazienti con
HIV, ma è da segnalare che nessuno di loro stava assumendo antiretrovirali, e
di conseguenza non sono disponibili dati su eventuali interazioni.

Martin
Boeree dell’Università St Radboud di Nimega, durante la sua presentazione al
CROI 2013.
L’antitubercolotico di prima linea rifampicina è tollerabile anche in dosi
molto più elevate di quanto non si pensasse, come dimostra un nuovo studio. Una maggiore tollerabilità può
consentire di aumentare i dosaggi, riducendo così i tempi di cura.
La rifampicina (o rifampina, Rifadin, Rimactane) è un
farmaco impiegato nel trattamento di prima linea della tubercolosi, che si assume in dosi di 600mg al giorno
per tutti i sei mesi della terapia.
Tuttavia non ne è
stato mai determinato il dosaggio massimo.
Per questo in
Sudafrica è stato allestito uno studio su pazienti con tubercolosi attiva. I
partecipanti sono stati suddivisi in cinque gruppi, a cui sono stati
somministrati diversi dosaggi del farmaco.
Per sette giorni
hanno assunto una monoterapia a base di rifampicina. La posologia è stata
calcolata in base al peso, a partire da 10mg/kg per il primo gruppo fino a
35mg/kg per il quinto.
Non è stato
riscontrato che un dosaggio più alto di rifampicina aumentasse il rischio di
sviluppare effetti collaterali. Sembra inoltre che dosi più elevate possano
ridurre la carica batterica della TBC.
Sono in progetto
altri studi per verificare sicurezza ed efficacia dei dosaggi a 35mg/kg e per
sperimentare dosaggi a 40 e 45mg/kg.
Una questione da
considerare è quella dell’interazione tra la rifampicina e l’antiretrovirale efavirenz (Sustiva,
Stocrin, contenuto anche nell’Atripla). Quando vengono somministrati
600mg di rifampicina, infatti, la dose giornaliera di efavirenz viene aumentata
a 800mg: resta da chiarire se l’aumento di rifampicina comporterà di aumentare
anche le dosi di efavirenz.
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