Back to contents

Altri controlli

Ossa

Il virus dell’HIV può causare di per sé un assottigliamento delle ossa. Ma non solo: la perdita di densità ossea è anche un effetto collaterale di certi farmaci utilizzati per contrastarlo.

Per monitorare la salute delle ossa si eseguono delle analisi del sangue, con particolare attenzione ai valori dei seguenti esami:

  • Calcio
  • Fosfati
  • Proteine totali
  • Albumina
  • Globulina

La densità ossea si misura anche tramite delle apposite scansioni (v. più avanti, nel paragrafo dedicato alla diagnostica per immagini).

Diabete

Il diabete è una patologia caratterizzata da livelli troppo elevati di glucosio (zuccheri nel sangue), dovuti all’incapacità dell’organismo di metabolizzarlo correttamente.

Per diagnosticare il diabete o stabilire se sussiste un rischio di svilupparlo superiore alla media, si può eseguire un esame del sangue. Certi farmaci anti-HIV sono stati associati a un maggior rischio di diabete di tipo 2, che però è inferiore con i farmaci attualmente prescritti. Il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, inoltre, aumenta generalmente con l’avanzare dell’età.

I livelli di glucosio nel sangue si possono tenere sotto controllo con regolari misurazioni. È poi importante controllare anche i valori dell’enzima amilasi perché è un indicatore della salute del pancreas, l’organo che produce l’insulina.

In caso di diabete, sarà accuratamente monitorata anche la funzionalità renale (v. sotto).

Reni

La salute dei reni è importante per chiunque, ma ancora di più per le persone sieropositive perché l’HIV stesso può causare danni renali, senza contare gli effetti collaterali a carico dei reni provocati da alcuni farmaci utilizzati per contrastarlo. Ecco perché il monitoraggio renale è una parte integrante della gestione dell’HIV.

Esistono diversi test di controllo per la funzionalità renale, come quelli che misurano i livelli di minerali e prodotti di scarto che i reni dovrebbero espellere dall’organismo:

  • Sodio

  • Potassio

  • Cloruro

  • Urea

  • Creatinina

È bene sottoporsi annualmente ad un’analisi delle urine per monitorare i livelli di proteine in esse contenute (proteinuria).

Fegato

Le patologie epatiche sono un’importante causa di malattia e morte nelle persone sieropositive, e pertanto la salute del fegato va regolarmente monitorata.

Tra i controlli di routine sono previsti anche quelli per gli enzimi epatici, tra cui:

  • La bilirubina
  • L’alanina amminotransferasi (ALT)

  • La fosfatasi alcalina

Certi virus che causano patologie epatiche sono molto comuni nelle persone sieropositive. Quello dell’epatite A causa solitamente una malattia di breve durata, ma quelli dell’epatite B o C (o entrambi) possono provocare patologie gravi e a lungo termine. Contro l’epatite A e B sono disponibili vaccinazioni, che sono raccomandate a tutte le persone affette da HIV.

È bene effettuare dei controlli a intervalli di tempo regolari per verificare l’effettiva efficacia del vaccino per epatite A e B. Il test dell’epatite C dovrebbe essere effettuato subito dopo la diagnosi di HIV e ripetuto regolarmente in seguito, se c’è rischio di contrarre l’infezione.

Approfondimenti

Se compaiono particolari sintomi o malesseri, il medico può richiedere ulteriori controlli per cercare di individuarne le cause. Di seguito verranno descritti i più comuni.

Campioni biologici

Qualche volta può essere richiesto di fornire campioni di urine, feci o espettorato per analisi di laboratorio, per verificare se si riscontrano infezioni o alterazioni di altro genere.

Esami di diagnostica per immagini

Sono procedure indolori e non invasive finalizzate a ottenere immagini di diverse parti del corpo.

Gli esami radiografici hanno molteplici utilizzi, e spesso vengono prescritti in caso di fratture ossee o problemi alla cavità toracica o addominale.

Le radiografie sono un prezioso supporto nella diagnosi di tutta una serie di patologie. Per esempio, le radiografie toraciche sono impiegate abbastanza frequentemente per controllare le condizioni di cuore, polmoni e parete toracica, e contribuiscono a identificare le cause di sintomi come tosse o dispnea (fiato corto). Possono essere prescritte in caso di sospetta infezione toracica o tubercolosi.

In altri casi è invece necessario effettuare delle scansioni, che possono essere sostanzialmente di due tipi:

  • la tomografia computerizzata (detta TAC);

  • la risonanza magnetica (RM).

TAC e risonanza magnetica contribuiscono alla diagnosi di tumori e altre patologie che interessano cervello, torace, addome e linfonodi. Nelle persone sieropositive, le risonanze magnetiche servono per monitorare l’impatto dell’HIV sul cervello ed eventuali alterazioni nella distribuzione del grasso corporeo. Talvolta, per evidenziare un’area specifica nell’immagine ottenuta con la scansione, viene somministrata per via orale o endovenosa un particolare liquido detto ‘mezzo di contrasto’.

Si può ricordare anche la scansione DEXA (densitometria ossea a doppio raggio X), utilizzata per la diagnosi di un eventuale assottigliamento osseo o la perdita di grasso causata da alcuni farmaci anti-HIV di vecchia generazione.

Gli esami ecografici sono impiegati soprattutto per esplorare la regione dello stomaco o quella addominale. Un’ecografia si effettua ponendo un’apposita sonda a diretto contatto con la pelle dell’addome e passandola su tutta l’area. È la procedura normalmente utilizzata per controllare lo sviluppo del feto durante la gravidanza, ma è utile anche per diagnosticare problemi a organi come fegato, stomaco, reni, pancreas e milza.

C’è poi un particolare esame a ultrasuoni per valutare le condizioni del fegato, il Fibroscan, che si svolge nello stesso modo, con una sonda passata sull’addome in corrispondenza del fegato.

Ulteriori accertamenti

Se il medico ha necessità di indagare più a fondo su un particolare disturbo o problema di salute, può raccomandare ulteriori accertamenti diagnostici. Alcuni di essi possono essere più invasivi di quelli finora illustrati, ma di norma non comportano veri e propri interventi chirurgici o ricoveri ospedalieri: la maggior parte sono eseguiti in regime ambulatoriale o di day hospital, con dimissioni immediate.

Se per l’esame viene somministrato un tranquillante, può darsi sia necessario restare in ospedale più a lungo ed evitare di guidare o andare al lavoro lo stesso giorno. Sarebbe poi opportuno farsi accompagnare a casa da qualcuno disposto a trattenersi qualche ora per ogni evenienza.

Broncoscopia

È un esame per la diagnosi dei problemi toracici che può essere prescritto in presenza di sintomi come tosse o dispnea, oppure se si riscontrano anomalie nella radiografia toracica.

Si effettua con uno strumento detto broncoscopio, un tubo flessibile dotato di una telecamera e una fonte luminosa con cui vengono esaminati l’albero bronchiale (il complesso di condotti respiratori) e i polmoni.

Prima di iniziare l’esame può essere offerto un tranquillante, per esempio il valium, dopodiché viene applicato uno spray anestetico locale sulle zone interessate. Il broncoscopio è quindi inserito attraverso una narice e spinto fino ai polmoni. A volte viene iniettato e poi riaspirato un fluido per prelevare campioni biologici utili a diagnosticare eventuali infezioni polmonari come tubercolosi o polmonite.

Durante l’esame può anche essere prelevato un campione di tessuto (biopsia) da sottoporre a ulteriori analisi di laboratorio.

Colonscopia

Si tratta di una procedura volta a esplorare l’interno del colon, o intestino crasso, per appurare le cause di sintomi come emorragie o diarrea.

Si effettua con uno strumento chiamato colonscopio, un tubicino flessibile anch’esso dotato di telecamera e apparato illuminatore che non solo serve a esaminare l’intestino retto e il colon, ma può essere utilizzato anche per prelevare campioni di tessuto (biopsia) da analizzare in laboratorio.

Per sottoporsi alla colonscopia può essere necessario seguire una dieta particolare per un paio di giorni, oppure stare a digiuno per qualche ora. Subito prima dell’esame viene somministrato un lassativo; dopodiché il colonscopio viene introdotto attraverso l’ano nel retto e spinto fino al colon. Non è un’operazione dolorosa, ma qualcuno la può trovare sgradevole: perciò viene di solito somministrato un tranquillante per aiutare a rilassarsi.

Endoscopia

Un endoscopio è anch’esso un tubicino con telecamera e fonte luminosa utilizzato per esaminare il corpo dall’interno. Solitamente viene introdotto attraverso la bocca o l’ano, ma per certe parti del corpo può anche essere necessario praticare una piccola incisione.

L’esame per il quale viene più frequentemente utilizzato l’endoscopio è la gastroscopia, che serve a diagnosticare eventuali patologie dell’esofago, dello stomaco o dell’intestino e può essere prescritta in caso di difficoltà digestive, bruciori di stomaco, vomito, dolore addominale o difficoltà di deglutizione.

La gastroscopia si effettua introducendo l’endoscopio attraverso la bocca e spingendolo poi attraverso l’esofago fino allo stomaco.

È un esame da effettuare a stomaco vuoto, quindi è importante evitare di mangiare e bere nelle ore che lo precedono. Il medico specificherà per quanto tempo è necessario stare a digiuno.

Prima dell’esame si può decidere di farsi somministrare un tranquillante, un anestetico locale o entrambi. È una procedura generalmente indolore, ma può dare qualche fastidio al momento dell’inserimento dell’endoscopio.

Biopsia

La biopsia è una procedura diagnostica a cui si ricorre quando non sono sufficienti gli accertamenti fin qui descritti. Consiste nel prelievo di un piccolo campione di tessuto vivente da sottoporre ad analisi di laboratorio.

A volte viene eseguita in concomitanza con altri esami, come per esempio una broncoscopia o un’endoscopia; altrimenti può essere effettuata con un ago ipodermico oppure con un piccolo intervento chirurgico in anestesia locale.

È un esame che può interessare una vasta gamma di organi, tra cui la pelle, il fegato, i reni, il midollo osseo, l’intestino, il retto e la cervice uterina.